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“Padre Pio? Come Hitler e Isis" – La salma del Santo rende isterici i credenti – Oliviero Toscani paragona i fedeli del frate ai nazisti
"La salma di Padre Pio? Una mummia schifosa": Oliviero Toscani choc sul frate di Pietrelcina
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DAL CORO: L'ISLAMIZZAZIONE DEL RADICALISMO
Dopo il controverso romanzo 'Sottomissione' di Houellebecq, nel quale si
profetizza una Francia che, oggetto di una progressiva islamizzazione, nel 2022
si ritrova ad essere governata da una Fratellanza Musulmana, anche Michel
Onfray, di diversa formazione politico-filosofica, si è soffermato con un
recente saggio, 'Pensare l'Islam', sui presupposti che possono facilitare una
capillare penetrazione della cultura musulmana nella civiltà occidentale. Nel
caso di Houellebecq il nuovo ordine sociale di impronta teocratica si instaura
attraverso un processo silenzioso - quasi impercettibile - quanto
progressivo e inesorabile. Michel Onfray ritiene invece che, anziché
considerare come antagonista della nostra civiltà la radicalizzazione
dell'Islam, dobbiamo ritenere che sia in atto una islamizzazione del radicalismo.
Più in dettaglio. Nella società occidentale - notoriamente in una fase di
diffuso malessere - non esistono più valori oggetto di riferimento, e tutto
sembra dominato da una asettica amoralità, precipitato della mancanza di
un'etica comune e di un vuoto ideologico; domina una generale visione
relativistica in un clima di diffuso nichilismo, nel quale si è smarrita ogni
forma di spiritualità sulla quale fondare il senso dell'esistenza. A margine, è
ben nota la difficoltà dell'Europa di riconoscersi nelle comuni radici
giudaico-cristiane. La collettività non è una entità omogenea, ma è una realtà
parcellizzata, integrata dalla somma di microcosmi individuali nei quali le
vite si articolano in base alle pulsioni del momento. A conferma, la corrente
trasversale a tutti i generi artistici maggiormente espressiva del nostro tempo
è il minimalismo, che enfatizza la ripetitività uniforme delle vicende
quotidiane. Questo clima radicalizza - soprattutto in alcune fasce sociali,
nelle frange dell'emarginazione, nei giovani che hanno difficoltà ad orientarsi
- un atteggiamento critico nei confronti della società. Al contrario l'Islam
offre un modello che, seppur discutibile, si basa su valori definiti e solidi,
e che pertanto possono esercitare una qualche seduzione su chi è alla ricerca
di una identità definita per arginare il senso di insicurezza nel quale si
materializza il disorientamento. Per questo Michel Onfray parla di
islamizzazione del radicalismo. In altri termini, la penetrazione della cultura
islamica non è il risultato di un'aggressione o, più ordinariamente, di un
confronto con i nostri valori, ma è resa possibile dal vuoto etico, dal clima
di costante contraddizione, da una generale crisi che si declina nella cultura,
nelle connotazioni sociali, in una dialettica che con difficoltà produce
convincenti esiti politici. Così Michel Onfray, nel corso di un'intervista, ha
sintetizzato questa sua visione: "..la nostra civiltà giudaico-cristiana è
sfinita, morta. Dopo duemila anni di esistenza, si compiace nel nichilismo e
nella distruzione, nella pulsione di morte e nell’odio di sé, non crea più
niente e vive solo di risentimento e rancore. L’Islam manifesta quel che
Nietzsche chiama “una grande salute”: dispone di giovani soldati pronti a
morire per esso. Quale occidentale è pronto a morire per i valori della nostra
civiltà: il supermercato e l’e-commerce,
il consumismo triviale e il narcisismo egotista, l’edonismo volgare e il
monopattino per adulti?". Come antitodo, dobbiamo ripristinare in ogni
settore della società una dialettica positiva e costruttiva, libera da
pregiudizi. Diceva Einstein: "....la mente è come un paracadute, funziona
se si apre". Roberto Rapaccini
* Segnalato da Silvana Leali
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