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DAL CORO: LA PREVISTA EVOLUZIONE DEL TERRORISMO DI MATRICE ISLAMICA
Come
recentemente ha precisato l'islamologo Gilles Kepel, massimo esperto francese
di movimenti jihadisti, l'attuale evoluzione del terrorismo di matrice
religiosa era già profeticamente esposta in un voluminoso testo, pubblicato nel
2005 e disponibile su Internet, scritto dal Fratello Mussulmano Abu Mussab Al
Suri, un ingegnere siriano un tempo molto legato a Bin Laden. Il documento, il
cui titolo, ampiamente programmatico, è "The Call for a Global Islamic
Resistance", cioè appello alla resistenza islamica globale, probabilmente
non è stato sufficientemente considerato e studiato dagli analisti occidentali,
mentre ha costituito il testo di base sul quale si è formata la nuova
generazione di terroristi. Abu Mussab Al Suri all'indomani dell'11 settembre
2001, criticando la strategia qaedista, sostenne che l'obiettivo del terrorismo
non dovevano essere gli Stati Uniti, ma l'Europa occidentale, nella quale
poteva essere esportato il Jihad valendosi anche della presenza di un numero
considerevole di immigrati non integrati e del malcontento delle nuove
generazioni. Inoltre Al Suri evidenziò la necessità che gli attacchi non
fossero attuati da gruppi rigidamente subordinati ad un comando centrale, ma da
cellule indipendenti espressione di una minoranza radicale, lasciate libere di
agire nell'ambito del solo indirizzo strategico di compiere azioni finalizzate
a creare incertezza, terrore, insicurezza e una generale discordia civile, sia
fra musulmani, sia fra musulmani e non (ovvero quelle generali divisioni che in
ambito arabo si definiscono con il termine omnicomprensivo di fitna). Gli
obiettivi delle azioni terroristiche dovevano essere gli ebrei fuori dai loro
contesti specifici, come, ad esempio, le sinagoghe. Così è avvenuto negli
attentati a Tolosa (2012), al Museo Ebraico di Bruxelles (2014), a Porte de
Vincennes a Parigi (2015). Si dovevano poi colpire i musulmani troppo legati
agli 'infedeli'. In effetti nel corso degli attentati jihadisti non sono stati
risparmiati gli islamici integrati nella società occidentale. Non considerando
alternative all'inevitabile scontro fra le due civiltà, avrebbero dovuto essere
colpiti anche gli intellettuali, gli artisti ed i politici impegnati a favore
del dialogo con l'Islam. L'utopia rivoluzionaria di Al Suri fu probabilmente
accolta tiepidamente dai vertici di Al Qaeda fedeli al principio della
verticalità da un punto di vista decisionale e contrari all'autonomia operativa
di cellule isolate. Il cosiddetto franchising del terrorismo ha tuttavia
confermato le previsioni auspicate da Al Suri in quanto Al Qaeda, da
organizzazione terroristica centralizzata con bersagli globali, si è progressivamente
ramificata in agenzie nelle diverse aree del mondo con obiettivi locali. l'Isis
nell'utopia rivoluzionaria di Abu Mussab Al Suri ha rappresentato un importante
salto qualitativo del jihadismo violento: l'assenza di un territorio di sua
specifica collocazione ha consentito ad Al Qaeda di evitare bombardamenti o
azioni belliche che presupponevano l'elemento territoriale; tuttavia l'Isis,
diventando Stato, ha potuto concentrare in uno spazio tutte le forze
antagoniste dell'occidente costituendo anche un riferimento concreto per tutto
il fondamentalismo islamico. Al Suri, pubblicando il suo scritto in Rete, ha
inaugurato la strategia dello Stato Islamico di valersi del Web in maniera
massiccia per la propaganda, il reclutamento (attraverso il fishing
informatico) e la diffusione del terrore. L'attività di contrasto
dell'intelligence occidentale al riguardo è giunta in ritardo, quando ormai lo
Stato Islamico con numerosi siti e utilizzando i social network, aveva occupato
una parte rilevante delle potenzialità delle tecnologie digitali. Tuttavia il
2016 si apre con alcune prospettive positive: lo Stato Islamico è in difficoltà
e sta perdendo terreno in Siria e in Iraq, mentre un timido movimento di
islamici comincia a dissociarsi esplicitamente dal terrorismo. Speriamo che sia
realtà e non calcolo politico e ipocrisia di convenienza. Roberto Rapaccini
[i] Per motivi tecnici o di copyright alcuni
articoli potrebbero non essere visibili su tablet e smartphone, ma solo su pc.
* Segnalato
da Roberto Latini.
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