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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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ARCHIVIO - SETTIMANA 13/1/2016 - 19/1/2016



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VOCI FUORI DAL CORO: LA PREVISTA EVOLUZIONE DEL TERRORISMO DI MATRICE ISLAMICA
Come recentemente ha precisato l'islamologo Gilles Kepel, massimo esperto francese di movimenti jihadisti, l'attuale evoluzione del terrorismo di matrice religiosa era già profeticamente esposta in un voluminoso testo, pubblicato nel 2005 e disponibile su Internet, scritto dal Fratello Mussulmano Abu Mussab Al Suri, un ingegnere siriano un tempo molto legato a Bin Laden. Il documento, il cui titolo, ampiamente programmatico, è "The Call for a Global Islamic Resistance", cioè appello alla resistenza islamica globale, probabilmente non è stato sufficientemente considerato e studiato dagli analisti occidentali, mentre ha costituito il testo di base sul quale si è formata la nuova generazione di terroristi. Abu Mussab Al Suri all'indomani dell'11 settembre 2001, criticando la strategia qaedista, sostenne che l'obiettivo del terrorismo non dovevano essere gli Stati Uniti, ma l'Europa occidentale, nella quale poteva essere esportato il Jihad valendosi anche della presenza di un numero considerevole di immigrati non integrati e del malcontento delle nuove generazioni. Inoltre Al Suri evidenziò la necessità che gli attacchi non fossero attuati da gruppi rigidamente subordinati ad un comando centrale, ma da cellule indipendenti espressione di una minoranza radicale, lasciate libere di agire nell'ambito del solo indirizzo strategico di compiere azioni finalizzate a creare incertezza, terrore, insicurezza e una generale discordia civile, sia fra musulmani, sia fra musulmani e non (ovvero quelle generali divisioni che in ambito arabo si definiscono con il termine omnicomprensivo di fitna). Gli obiettivi delle azioni terroristiche dovevano essere gli ebrei fuori dai loro contesti specifici, come, ad esempio, le sinagoghe. Così è avvenuto negli attentati a Tolosa (2012), al Museo Ebraico di Bruxelles (2014), a Porte de Vincennes a Parigi (2015). Si dovevano poi colpire i musulmani troppo legati agli 'infedeli'. In effetti nel corso degli attentati jihadisti non sono stati risparmiati gli islamici integrati nella società occidentale. Non considerando alternative all'inevitabile scontro fra le due civiltà, avrebbero dovuto essere colpiti anche gli intellettuali, gli artisti ed i politici impegnati a favore del dialogo con l'Islam. L'utopia rivoluzionaria di Al Suri fu probabilmente accolta tiepidamente dai vertici di Al Qaeda fedeli al principio della verticalità da un punto di vista decisionale e contrari all'autonomia operativa di cellule isolate. Il cosiddetto franchising del terrorismo ha tuttavia confermato le previsioni auspicate da Al Suri in quanto Al Qaeda, da organizzazione terroristica centralizzata con bersagli globali, si è progressivamente ramificata in agenzie nelle diverse aree del mondo con obiettivi locali. l'Isis nell'utopia rivoluzionaria di Abu Mussab Al Suri ha rappresentato un importante salto qualitativo del jihadismo violento: l'assenza di un territorio di sua specifica collocazione ha consentito ad Al Qaeda di evitare bombardamenti o azioni belliche che presupponevano l'elemento territoriale; tuttavia l'Isis, diventando Stato, ha potuto concentrare in uno spazio tutte le forze antagoniste dell'occidente costituendo anche un riferimento concreto per tutto il fondamentalismo islamico. Al Suri, pubblicando il suo scritto in Rete, ha inaugurato la strategia dello Stato Islamico di valersi del Web in maniera massiccia per la propaganda, il reclutamento (attraverso il fishing informatico) e la diffusione del terrore. L'attività di contrasto dell'intelligence occidentale al riguardo è giunta in ritardo, quando ormai lo Stato Islamico con numerosi siti e utilizzando i social network, aveva occupato una parte rilevante delle potenzialità delle tecnologie digitali. Tuttavia il 2016 si apre con alcune prospettive positive: lo Stato Islamico è in difficoltà e sta perdendo terreno in Siria e in Iraq, mentre un timido movimento di islamici comincia a dissociarsi esplicitamente dal terrorismo. Speriamo che sia realtà e non calcolo politico e ipocrisia di convenienza. Roberto Rapaccini


[i] Per motivi tecnici o di copyright alcuni articoli potrebbero non essere visibili su tablet e smartphone, ma solo su pc.

*   Segnalato da Roberto Latini.

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