IN PRIMO PIANO
VARIE
CULTURA
VIDEO
e MUSICA
POSITIVE
FEEDBACK
NO COMMENT
DOCUMENTI
SATIRA
IN SOTTOFONDO
Stai ascoltando The Wind - Keith Jarrett, da Youtube
Commenti...Fuori dal
coro... L'ATTENTATO DI LUXOR
I fatti sono noti. Mercoledì 10 giugno le forze di
polizia hanno sventato un attacco terroristico suicida in Egitto nella
destinazione turistica di Luxor, nei pressi del tempio di Karnak. La polizia ha
aperto il fuoco per fermare gli aggressori. Nel corso della sparatoria due terroristi sono
morti mentre un terzo è stato arrestato. Le autorità hanno dichiarato che quattro persone sono rimaste
ferite, tra cui due agenti di sicurezza, aggiungendo che gli aggressori stavano
cercando di far saltare in aria un veicolo turistico. Un sito di informazione locale citando fonti ufficiali ha
precisato che decine di turisti sono rimasti coinvolti. Anche se il
fallito attentato non è stato oggetto di una rivendicazione attendibile, molti
elementi inducono a ritenere che probabilmente autore del progetto criminale sia
stato il gruppo Ansar
Bait al-Maqdis (lett. i partigiani
della casa santa tradotto anche con i
sostenitori di Gerusalemme) che negli ultimi tempi è stato responsabile in
Egitto - soprattutto nella regione del Sinai - di numerosi attacchi
terroristici. Ansar Bait al-Maqdis,
dopo aver affiancato dal 2011 la causa jihadista
di Al Qaeda, nel novembre del 2014 ha giurato fedeltà e obbedienza allo Stato
Islamico divenendone il braccio armato nella provincia del Sinai, a
sottolineare la contiguità ideologica fra il movimento che guidò Bin Laden e il
sedicente Califfato a prescindere dai loro reciproci controversi rapporti. Ansar
Bait al-Maqdis è il più spietato e cruento gruppo terrorista egiziano di
matrice islamica. Ha sempre
dichiarato di combattere le istituzioni di polizia e di sicurezza che
controllano il Paese al fine di contrastare il governo del Cairo: con questa
strategia il movimento vuole minare gli sforzi delle autorità per conquistare
la fiducia dei turisti occidentali, una fonte vitale di valuta forte. I fatti
di Luxor sono sintomatici della grave instabilità politica del Paese, che si è fortemente
acutizzata dopo il Golpe militare del luglio 2013, che ha avuto come corollari
la deposizione del Presidente Morsi, democraticamente eletto, l'insediamento
del generale Al-Sisi, la messa al bando dei Fratelli Musulmani, vera anima
dell'Islamismo militante. I Fratelli Musulmani erano - e sono tuttora seppur
nell'illegalità - molto radicati nella società egiziana, ed integrano
un’organizzazione estremamente composita
nella quale convivono posizioni
divergenti. Prevale una visione integralista, che si manifesta principalmente
nella ferma opposizione alla secolarizzazione delle nazioni islamiche. Questo
movimento, per la sua storia, per la sua diffusione nel mondo arabo e per
l’ampio consenso e prestigio di cui ha sempre goduto, può essere considerato la
madre di tutte le organizzazioni islamiche, sia moderate sia fondamentaliste. La
Fratellanza Musulmana è sempre stata in Egitto il canale privilegiato attraverso il quale si è espressa la componente
integralista. Pertanto, probabilmente all'incremento negli ultimi tempi della minaccia
fondamentalista non è estranea la decisione del regime di confinare i Fratelli
Musulmani nell'illegalità. Più in generale l'Egitto continua ad essere uno
scenario nel quale si confrontano componenti contrapposte, e segnatamente
l’esercito, i fondamentalisti e il blocco laico, nessuna delle quali ha la
forza sufficiente per prevalere sugli
altri e determinare nel Paese una svolta in grado di farlo uscire dalla
profonda crisi economica e costituzionale. E un vecchio proverbio dice che
tutto quello che avviene in Egitto, successivamente accade nel resto del mondo
arabo. Roberto Rapaccini
[i] Per motivi
tecnici o di copyright alcuni articoli potrebbero non essere visibili su tablet e smartphone, ma solo su pc.