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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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ARCHIVIO - SETTIMANA 15/3/2016 - 19/3/2016



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COMMENTI...FUORI DAL CORO: CONSIDERAZIONI SULLA RELAZIONE ANNUALE DEI SERVIZI DI SICUREZZA
Qualche giorno fa è stata presentata in Parlamento la relazione annuale dei Servizi di Sicurezza. Il rapporto, oltre a costituire un resoconto dell'attività svolta nel 2015, consente, in relazione all'analisi degli elementi acquisiti, di formulare lo scenario dell'attuale minaccia nei confronti degli obiettivi sensibili del nostro Paese.  Sicuramente, anche in assenza di specifici riscontri (a parte l'arresto a Campobasso  dell'iman somalo che sembra stesse progettando un evento criminoso a Roma), si sta incrementando il pericolo di attentati analoghi a quelli che hanno già colpito altre capitali europee (Parigi, Londra, Madrid). Oltre all'impegno contro il terrorismo internazionale, alla solida collocazione nel fronte occidentale (sono particolarmente indicative in proposito l'alleanza con gli USA e l'amicizia con Israele), e allo svolgimento del Giubileo (che rafforza l'immagine di Roma come capitale della Cristianità), l'imminente attività dell'Italia in prima linea nella normalizzazione della Libia - ancora da precisare nella sua consistenza e nella sua articolazione operativa - contribuirà  ad un aumento dell'esposizione del nostro Paese, che appare elevata nonostante la professionalità dell'intelligence e il puntuale monitoraggio di possibili centri con presenze jihadiste.  Cresce anche il reclutamento dei foreign fighters, sempre di entità modesta rispetto alla consistenza del fenomeno in altri Stati europei; in Italia i foreign fighters si stimano in poco più di un centinaio di elementi - prevalentemente si tratta di immigrati o di figli di immigrati - mentre quelli presenti in Siria e in Iraq sono oltre 3 mila, metà dei quali provenienti dalla Francia, e poi dal Regno Unito, dalla Germania, dall'Olanda e dal Belgio. Il fenomeno consiste soprattutto  nell'auto reclutamento di giovanissimi e si realizza attraverso un processo di radicalizzazione che si consuma in tempi rapidi e generalmente all'infuori della propria famiglia. La libera circolazione in area Schengen può facilitare il loro eventuale spostamento da un Paese europeo all'altro, o il loro rientro da scenari di guerra in Medio Oriente (si tratta dei così detti 'returnees' o 'commuters'): la collaborazione informativa internazionale fra gli apparati di sicurezza assume in questo ambito un'importanza preventiva decisiva. Pertanto la minaccia terroristica proviene non solo da noti gruppi strutturati come Al Qaeda o l'Isis, ma anche da individui isolati che possono improvvisamente e inaspettatamente attivarsi verso bersagli locali, di più basso profilo e pertanto meno prevedibili, sono i così detti 'soft target'. Anche se il rischio di  infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori non ha trovato specifici riscontri, la rotta balcanica, particolarmente affollata dal transito anche bidirezionale di profughi provenienti dall'area siro-irachena, appare un contesto territoriale particolarmente vulnerabile e quindi da monitorare attentamente. La Libia, così divisa e politicamente incerta, è un focolaio nel quale iniziative ostili e traffici illeciti possono essere concepiti e organizzati con facilità. Per questo appare decisiva la presenza sul territorio libico di unità italiane innanzitutto con funzioni informative, non solo nell'ottica di favorire una stabilizzazione regionale, ma soprattutto al fine di prevenire la progettazione o l'attuazione di iniziative criminose nei confronti della nostra sicurezza. Deve essere attentamente valutata nella regione libica la presenza particolarmente attiva non solo dell'Isis, ma anche di Al Qaeda nel Maghreb, e Ansar Al Shariah, che utilizzano quest'area per condurre attività di rifornimento logistico (considerata la larga disponibilità 'in loco' di armi, uomini, mezzi), di addestramento di combattenti, di miglioramento delle proprie capacità operative ed offensive. Purtroppo anche l'analisi dei Servizi di Sicurezza conferma che il terrorismo è la nuova forma di guerra, particolarmente incisiva e inquietante anche per l'assenza di una localizzazione e per il carattere indefinito del nemico. Evidentemente anche i conflitti bellici del nostro tempo sono  riflessi della globalizzazione e della modernità 'liquida' (intesa come assenza di riferimenti oggettivi) applicata alla  nuova geopolitica. Roberto Rapaccini 

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