IN PRIMO PIANO
DALLA STAMPA ESTERA
Energia
- Focus legislative energy on a national carbon
policy, not Keystone XL,
da The Washington Post
CULTURA
Teatro - Gifuni: "Un
regalo recitare per lui. Era un rito laico, ma in allegria", dal Corriere
della Sera
VARIE
VIDEO
NO COMMENT
POSITIVE FEEDBACK
DOCUMENTI
UMORISMO
IN SOTTOFONDO
...Fuori dal coro...
Islam, Isis, Terrorismo
Nel degrado del dibattito politico ogni posizione
viene emotivamente radicalizzata senza possibilità di momenti di mediazione e
di riflessione. Così accade quando si parla della religione musulmana. Premesso
che sarebbe già inesatto parlare di un Islam come se si trattasse di una realtà
monolitica, in quanto è facile rilevare che ci sono tanti Islam fra i quali non
è possibile individuare un interlocutore che possa rappresentare tutti i fedeli
(in ambito sunnita per la sua autorevolezza si impone come voce ufficiosamente
ufficiale l’Università del Cairo di
al-Azhar), l'opinione pubblica, come se si trattasse di un derby calcistico, si
divide fra chi ritiene che debba essere distinto un Islam moderato dalle frange
fondamentaliste e violente, e chi invece vede in tutta la cultura islamica un pericolo per l'occidente ed
evoca gli scenari di un millenario scontro di civiltà. I due punti di vista
sono inconciliabili in quanto sono il precipitato di due diversi approcci ideologici
che sono il presupposto dell'attribuzione di valore a priorità diverse. Chi da
importanza al dialogo con i musulmani moderati, viene spesso accusato di
'buonismo' e di favorire inconsapevolmente,
con questo atteggiamento di apertura, l'avanzata della violenza
fondamentalista. In realtà, è vero il contrario. Attraverso il dialogo con i
moderati - non con i terroristi con i quali non è possibile né opportuna
nessuna apertura di credito - di fatto si emarginano le frange violente, che
diventano più vulnerabili e più facilmente neutralizzabili. In passato isolando
i violenti dalla parte 'politica' è stato possibile contrastare ed avere la
meglio su movimenti secessionisti di matrice terroristica (ad esempio, l'ETA in
Spagna, per citare un caso). Al contrario non distinguere favorisce uno scontro
indiscriminato e generalizzato dagli esiti incerti. Gli scontri di civiltà
innescano spirali incontrollabili e sono in questo momento il più grave
pericolo per la pace mondiale. RR
-
*
Gentilmente segnalato da Roberto
Latini (Sky).