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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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ARCHIVIO - SETTIMANA 3/10/2015 - 9/10/2015



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Commenti Fuori dal Coro: Politica migratoria ed Est europeo
La versione consolidata del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea prevede agli articoli 79 e 80 lo sviluppo da parte degli Stati membri di una politica comune in materia di gestione dell'immigrazione legale e di contrasto di quella clandestina; l'attuazione di queste politiche - si precisa - deve essere governata da un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario. La politica migratoria europea non è ispirata né da un accoglimento indiscriminato né da un respingimento generalizzato, ma deve  essere caratterizzata quindi da un approccio equilibrato, lungimirante e globale. L'atteggiamento dei Paesi dell'Est europeo in occasione dell'attuale pressione migratoria contrasta decisamente con la linea sancita dal Trattato. Questi Stati hanno adottato autonomamente    misure 'protezionistiche', anche a danno di altri Paesi, animate esclusivamente da egoismi 'difensivi' nazionali: sembra che la cultura della reciproca e coordinata solidarietà europea non appartenga al loro patrimonio. Nel respingere le misure che tardivamente sono state proposte nelle sedi istituzionali comunitarie - in particolare la ripartizione in quote dei migranti - i Paesi dell'Est hanno voluto evidenziare  che l'immigrazione  non è una questione comune, ma è un problema dei singoli Stati. Al contrario l'arrivo di migranti dal Mediterraneo e dai Balcani  non riguarda solo il Paese di arrivo ma tutta l’Europa,anche perché  la maggior parte di essi vuole trasferirsi dove c’è lavoro, ovvero nel Nord Europa. Maliziosamente si potrebbe supporre che per Paesi come la Polonia, l'Ungheria, la Romania, la richiesta di adesione all'Unione Europea sia stata motivata dalla possibilità di attingere a fondi strutturali e di percepire altre forme di finanziamento, ma quando è necessario condividere oneri e difficoltà con altri Paesi - come con l'Italia e la Grecia nell'emergenza profughi -, ognuno deve badare a  sé stesso e deve essere lasciato solo di fronte a contingenze che, pur essendo comuni, lo riguardano direttamente o solo in prima battuta. Anziché cercare soluzioni condivise vengono prese da questi Paesi opinabili e arbitrarie misure nazionali prive di spirito di cooperazione, che vanno dai muri alzati alle frontiere dall'Ungheria, alla 'marchiatura' con numero identificativo, di antica triste memoria, operata sugli avambracci dei  profughi dalla polizia ceca. Per non parlare della breve guerra commerciale, scoppiata sullo scenario della crisi dei rifugiati, tra la Croazia, membro dell'Unione Europea, e la Serbia, che ha presentato domanda di adesione nel 2009,  e  che si è concretizzata in un blocco delle frontiere tra i due Paesi durato qualche giorno. Nel rimpiangere lo spirito di coesione dell'Unione Europea a 15 Stati (fino al 2004) a fronte delle discordie fra gli attuali 28 membri, viene da chiedersi se la politica comunitaria di allargamento sia stata frettolosa e inopportuna, avendo accolto Paesi che non sono animati da spirito europeo. Roberto Rapaccini



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