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DALLA STAMPA ESTERA
Irlanda - Polling stations open for
landmark referendum vote,
The Irish Times
Irlanda - Same-sex referendum:
Polls open in Ireland, BBC News
Isis - Calm Down. Isis Isn’t
Winning, The New York Times
Isis - Islamic State 'seizes
last Syria-Iraq border crossing', BBC News
Isis - Islamic State successes fuel
fear and anxiety, BBC News
Spagna - Boy smuggled into Spain
in suitcase allowed to stay,
Al Arab
U. K. - Church of England to
consider transgender naming ceremony, The Guardian
Ucraina - Ukraine fears spread of
separatist conflict amid hostility towards Kiev, The
Guardian
USA - It's not just a
'California drought', LA Times
CULTURA
Cinema - Bertolucci sul palco per aiutare il Nepal "Così un film diventa
solidarietà", da Repubblica
POSITIVE FEEDBACK
DOCUMENTI
IN SOTTOFONDO
...Fuori dal coro... Not in my name
Not in my name - non nel mio nome, e non nel nome dell’Islam - è una campagna lanciata
nel settembre del 2014 che ha rapidamente fatto il giro del mondo. Musulmani di
ogni parte di Europa si sono mobilitati per esprimere la loro dissociazione e
la condanna nei confronti dello Stato Islamico, responsabile di agire nel nome
dell'Islam, violandone i principi. Da allora si sono svolte manifestazioni
nelle piazze e iniziative in Rete che si sono contrapposte alla propaganda dei
miliziani dell'Isis-Daesh, che
diffondono immagini di morte e terrore. Voi
siete per la vita, noi siamo per la morte, diceva Osama Bin Laden. L'associazione britannica Active Change, una fondazione che si
impegna a promuovere l'integrazione e la solidarietà sociale al fine di
prevenire qualsiasi forma di intolleranza e di estremismo violento, ha raccolto
in un video (clikka qui) i messaggi di giovani
musulmani, che possono essere sintetizzati in questa affermazione: "Basta
uccidere innocenti in nome mio". È stato anche lanciato l'hashtag #NotInMyName
che ha avuto un considerevole successo. I giovani musulmani, stanchi
dell'odio fondamentalista del Califfato e della sua propaganda nei social media, hanno voluto ricordare che
l'Islam insegna il rispetto, la pace, la comprensione, e va difeso
dall'estremismo e dal fanatismo. In altri termini l’Islam non coincide con chi
pratica il ricorso alla violenza come strumento di affermazione di una
malintesa fede religiosa. La campagna è uno strumento particolarmente
importante perché la guerra con l'Isis, prima di essere militare, è politica e
culturale. In altri termini il Califfato ha saccheggiato il patrimonio
dell'Islam per darsi una copertura ideologica, per trasformare l'odio e la
violenza in jihad, per ridurre tutta
la religione musulmana in Salafismo.
È necessario ristabilire le distanze fra Islam e Isis, anche stimolando un
dibattito all'interno del mondo musulmano per chiarire la vera natura
dell'Islam e smascherare quelle ideologie che affermano di incarnarne
l'autenticità. Il più grande vantaggio che l'Occidente può dare al terrorismo è
quello di trasformare lo scontro con l'Isis in una guerra di religione.
Il video Not in
my name-Muslims against Isis è su
Youtube. Puoi vederlo clikkando qui. Roberto
Rapaccini
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