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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

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☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

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ARCHIVIO - SETTIMANA 9/5/2015 - 18/5/2015



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...Fuori dal coro... GLI STATI ISLAMICI E L'ISIS
Secondo l'ormai consolidato principio per cui ogni emergenza si sovrappone alla precedente tacitandola, in questo periodo, occupati da altre questioni - l'Expo, i flussi migratori, l'Italicum, la Coppa dei Campioni - abbiamo allontanato dai nostri pensieri l'attenzione per l'ascesa dell'Isis, che continua a consolidare il suo status. Per alcuni aspetti il silenzio dei media evita di supportare involontariamente le iniziative di propaganda di cui si avvale lo Stato Islamico nel reclutamento dei foreign fighters. L'Iran continua ad essere il vero alleato dell'Occidente contro il Califfato, supportando un esercito iracheno che va progressivamente sgretolandosi e perdendo ogni reale capacità difensiva e offensiva. Nello Stato persiano, peraltro, nonostante le apparenze, sono forti le istanze di modernizzazione e di apertura all'Occidente, anche a causa del sedimento lasciato dal laico e secolarizzato regime dello Shah. Alcuni Paesi Occidentali, Stati Uniti e Francia in testa, attuano in proposito una politica 'del doppio binario', cioè, da una parte negoziano sul nucleare con la 'sciita' Repubblica Islamica, ma nello stesso tempo, soprattutto con forniture di armi, rassicurano della loro amicizia le monarchie 'sunnite' del Golfo - soprattutto l'Arabia Saudita, superpotenza emergente della regione - che combattono Teheran in maniera indiretta in Siria, in Iraq, e nello Yemen. Nei confronti dello Stato Islamico alcuni Paesi del Golfo, nonostante una dichiarata ostilità 'di facciata', mantengono un atteggiamento ambiguo e probabilmente di sostegno finanziario attraverso propri potentati. Peraltro il mondo sunnita anche per ragioni storiche è tutt'altro che compatto. Nel tempo si è costituita un'area turco-egiziana, caratterizzata da un Islam aperto ai commerci e quindi anche ai contatti culturali, e quella integrata dai Paesi della Penisola Arabica, isolata e fertile terreno per il Fondamentalismo. Nella regione turco-egiziana (nella quale devono essere considerati di fatto i Paesi del Maghreb, la Siria, l'Iraq e il Libano) si sono affermati movimenti nei quali l'Islam si è coniugato con rivendicazioni nazionaliste di stampo socialista (con posizioni filosovietiche) e a carattere panarabo (il panarabismo auspicava il potenziamento dei valori arabi comuni al fine della creazione di un califfato arabo). Da un punto di vista religioso ivi si è sviluppato il Salafismo, che coniugava Islam e politica, e dal quale ebbe origine la Fratellanza Musulmana. Al contrario le monarchie del Golfo maturarono un atteggiamento panislamico (il panislamismo mirava all’unione politica di tutti i popoli islamici), dichiaratamente filo-occidentale; dal punto di vista confessionale, l'orientamento tradizionalista è stata la culla della dottrina Wahabita, che predicava il ritorno alla purezza dell’Islam originario e all’interpretazione letterale del Corano. Questa situazione composita e complessa forse è la ragione della mancanza di iniziative concrete di contrasto dell'Isis da parte degli Stati Uniti e dell'Europa, che pericolosamente temporeggiano, mentre in altre aree - Libia e Nigeria in particolare - vi è stata da parte di alcuni Paesi una inopportuna e mal coordinata tempestività nell'intervenire militarmente, dettata da interessi economici 'egoistici'. Sullo sfondo la banale ma essenziale affermazione che i musulmani non possono essere ridotti ad un'unica identità. Roberto Rapaccini

*       Gentilmente segnalato da Eraldo Inches.
**     Gentilmente segnalato da Clara Bertini.


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