consenso

autore

☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

testo trad

...in altre lingue...

Privacy Policy

Traduci

Translate

• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

lòi li mjarlera

lòi li mjarlera

bb

☺ Perchè VOCI FUORI DAL CORO? Generalmente durante la settimana leggo quello che viene pubblicato online in merito ad argomenti di mio interesse, ovvero, in particolare, news, aspetti di geopolitica, rapporti fra mondo occidentale e mondo islamico, novità in ambito culturale e nell'Arte. Alcuni scritti sono particolarmente illuminanti perché diradano le nebbie create dalle tante affermazione arbitrarie che incautamente vengono espresse anche nei media. Sperando di fornire un servizio utile ho pensato di raccogliere ogni settimana su questo blog in una RASSEGNA STAMPA i link degli articoli e dei post per me più significativi. Con gli stessi principi vengono formulati COMMENTI. Ho chiamato queste web-pages VOCI FUORI DAL CORO semplicemente perché oggi chi si esprime in maniera corretta, informata e serena è una voce 'fuori dal coro' delle opinioni affrettate, faziose, demagogiche, disinformate e urlate, ovvero che si impongono per i toni della prevaricazione verbale piuttosto che per i contenuti. Buona Lettura! webmaster - Roberto Rapaccini ☺

consenso

ARCHIVIO - SETTIMANA 21/3/2015 - 27/3/2015



CLIKKA SUL TITOLO

IN PRIMO PIANO

DALLA STAMPA ESTERA
Tunisia - Nous ne céderons pas !, da Le Presse
Tunisia - Pouvait-elle être évitée ?,da Le Presse
USA - More U.S. Troops Seen Staying in Afghanistan, da The New York Times

CULTURA

VARIE

VIDEO

NO COMMENT

POSITIVE FEEDBACK

DOCUMENTI

UMORISMO

IN SOTTOFONDO

Stai ascoltando Giovanni Mazzarino Quartet - Muorica, da Youtube


...Fuori dal coro...
L'attentato in Tunisia il giorno dopo
A distanza di poco più di 24 ore dall'attentato in Tunisia ancora molti elementi non sono chiari. Non è evidente la rivendicazione dell'atto, ma questo aspetto nello specifico caso non rileva molto. In precedenza stabilire a quale movimento  appartenesse il commando autore di un fatto eversivo significava individuare l'organizzazione di cui i terroristi costituivano un'articolazione. Oggi gli atti terroristici imputabili alla matrice jihadista sono realizzati da cellule indipendenti che si autoaccreditano come emissari di una data organizzazione. Si parla di franchising del terrorismo. Io avevo già usato questo termine a proposito di Al Qaeda nel 2012 nel libro 'Paura dell'Islam. Al Qaeda, fin dalle sue origini, manifestò dei ca­ratteri peculiari, ovvero la verticalità da un punto di vista decisionale e l’orizzontalità da un punto di vista opera­tivo ed esecutivo. Questa caratteristica strutturale pertanto contribuì a trasformare nel tempo questo movimento in una sorta di franchising del terrorismo. Al Qaeda, che inizialmente era un’organizzazione terroristica centralizzata con bersagli globali, si ramificò infatti progressivamente in agenzie nelle diverse aree del mondo con obiettivi locali.  La mobilitazione interna­zionale successiva all’11 settembre 2001 rese difficoltosi i colle­gamenti tra le cellule dislocate nelle varie realtà nazio­nali e la sede centrale; queste entità hanno cominciato ad operare autonomamente. Le iniziative dei lupi solitari - per usare un termine giornalistico di moda - autori dei gravi fatti di Tunisi sono uno sviluppo di quella pregressa situazione. L'attentato di ieri, a prescindere dagli approfondimenti necessari nell'analisi dell'intelligence internazionale, ha una forte valenza simbolica. E' stato colpito l'unico Paese nel quale la Primavera Araba ha avuto un esito positivo. L'apparato di prevenzione e di sicurezza tunisina ha dimostrato tuttavia la sua sensibile fragilità. Paradossalmente la Tunisia è anche il Paese con il maggior numero di jihadisti (almeno 3000; più di un migliaio sono recentemente rientrati da campi di addestramento, probabilmente in Siria, per essere destinati ad attentati in Tunisia o altri Paesi), mentre una gran parte di terroristi di matrice fondamentalista ha quella nazionalità. Se l'obiettivo dell'attentato era il museo del Bardo, l'atto è coerente con l'intento del jihadismo di distruggere le tracce e le origini della civiltà. Se l'obiettivo era invece il Parlamento (non credo), si voleva colpire il cuore democratico di quello Stato. Destinatario della pianificazione criminale è stato un Paese  sunnita moderato, a significare che il fondamentalismo violento ha come primo obiettivo i regimi arabi moderati. L'evento criminoso produrrà un grave ritorno negativo sul turismo che costituisce il 40 % delle entrate del bilancio tunisino. La lotta torna ad essere  all'interno del mondo arabo - islamico per il raggiungimento di una posizione egemonica, ovvero fra Sciti e Sunniti e fra Sunniti moderati e quelli  fondamentalisti. In proposito, nel mondo arabo circola una massima anonima che precisa che gli Arabi sono d’accordo di non essere d’accordo.  RR

MONDO ARABO E LIBERTA'
E' stato pubblicato recentemente online un interessante documento dell'Isis in italiano, destinato a finalizzare il reclutamento di aspiranti jihadisti. Lo scritto - di poco più di 60 pagine ed elaborato con raffinata sintesi - fornisce, per evidenti fini propagandistici, un'immagine edulcorata ed idilliaca dello Stato Islamico. Si parla di giustizia applicata in piena aderenza alla Sharia, di economia, di ordine e sicurezza sociale, ma non si accenna alla libertà. Non è un caso. Il concetto di libertà nella tradizione arabo - islamica è di recente acquisizione, in quanto storicamente l’aspirazione di questi popoli è sempre stata prevalentemente la sola giustizia. L’organizzazione tribale infatti che è alla base delle società arabe presuppone l’accettazione come realtà ineludibile dell’esistenza di un potere superiore a cui ci si sottopone inevitabilmente, ma dal quale, come contropartita, si pretende l’esercizio di ogni potestà secondo equità. Gli Stati arabi peraltro non hanno elaborato nel tempo una struttura amministrativa decentrata; conseguentemente il potere centrale, per poter governare, deve sempre garantirsi l’appoggio delle comunità stanziate su specifici territori, ovvero le tribù, nelle quali - come già detto - si accetta che il potere non venga esercitato democraticamente. Questi Paesi, che hanno ereditato la cultura giuridica della società tribale, non possono quindi fondarsi sui diritti di libertà e di uguaglianza come vengono intesi nella nostra tradizione illuministica. Le Primavere Arabe, a prescindere dallo loro genesi controversa e dagli esiti deludenti, hanno aperto una breccia, anche se è presto per un obiettivo giudizio storico globale. Tuttavia, come diceva Leonard Cohen, dalle crepe entra la luce. RR

Roberto Rapaccini

        
*       Gentilmente segnalato da Eraldo Inches.
**     Gentilmente segnalato da Fabrizio Bocci.