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DALLA STAMPA ESTERA
Afghanistan - Farkhunda, We are Sorry!, da Daily Outlook Afghanistan
Afghanistan - Thousands march in Kabul over mob killing of woman, da Al Jazeera
Cile - Chile abortion arrest: sick woman is reported to police after going to
hospital, da The Guardian
Disastro aereo - ’A320, le best-seller d’Airbus, da Le Monde
Disastro aereo - «Tout est pulvérisé, on ne peut même pas distinguer un avion»,
da Le Monde
Disastro aereo - Die Antwort auf die Katastrophe, da Frankfurter Allgemeine Zeitung
Disastro
aereo - Die letzten acht Minuten, da Frankfurter Allgemeine Zeitung
Disastro aereo - Wer war Kopilot Andreas L.?, da Frankfurter Allgemeine Zeitung
Disastro aereo - Wer war Kopilot Andreas L.?, da Frankfurter Allgemeine Zeitung
Disastro
aereo - Fatal Descent of Germanwings Plane Was ‘Deliberate,’ French Authorities
Say, da The New York Times
Disastro
aereo - Germanwings may face multi-million dollar compensation claims over crash,
da The Guardian
Disastro
aereo - Germanwings plane disaster: German police probe co-pilot, da BBC News
Grecia - Athens raids public health coffers in hunt for cash, da The Financial Times
Grecia - PM's next task to convince party about reform list to be sent to lenders,
da Ekathimerini
Iraq
- Iraq crisis: Tikrit push 'no longer led by Shia militias', da BBC News
Russia - Russia questions Britain's claim to the Falklands as garrison reinforced,
da The Telegraph
Spagna - “Vamos por más”, como bandera de la memoria, da Pagina 12
Terrorismo
- Post-Sept. 11, Cockpits Are Built to Protect, da The New York Times
Iran - N. Chief: Only Win-Win Solution Can Resolve Iran-West Standoff, da Tehran Times
Egitto - Egypt navy and air force taking part in military intervention in Yemen: Presidency, da Al Ahram
Iran - N. Chief: Only Win-Win Solution Can Resolve Iran-West Standoff, da Tehran Times
Egitto - Egypt navy and air force taking part in military intervention in Yemen: Presidency, da Al Ahram
Unione Europea - Falkland Islands will always be defended by UK, says David Cameron,
da The Guardian
Unione Europea - Mario Draghi yet to shift inflation expectations, da The Financial Times
Yemen
- Coalition jets continue to hit Houthi targets in Yemen, da Al Jazeera
Yemen
- Massive support for KSA campaign to save Yemen,da Arab News
Yemen - Yemen's Hadi seeks UN military support to deter Houthis, da Al Jazeera
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...Fuori dal coro...
YEMEN - Un
conflitto religioso o politico?
Il conflitto, che rapidamente ma non inaspettatamente
si è sviluppato nello Yemen, rischia di dilaniare il Paese come è avvenuto in
Libano, e successivamente in Siria e in Libia. Gli scontri hanno un'origine
religiosa in quanto si inseriscono nel più ampio quadro di una resa di conti
fra Sciiti e Sunniti. Generalmente sono i dissidi religiosi che generano
contrasti politici: al contrario la controversia fra Sciti e Sunniti in origine
è stata storica e politica, in quanto riguardava chi avesse il diritto di succedere
al profeta Muhammad come capo della Umma, ovvero della comunità musulmana. Poi
la questione, nata da questa divergenza politica, è diventata un problema
religioso, cioè di interpretazione di testi; la discordanza si concentrò in
particolare sul ruolo dell'Iman, che per
gli Sciti è un elemento di collegamento fra l'uomo e Dio. Pertanto per questa
confessione l'imam integra un'istituzione religiosa che al contrario è
inesistente nella teologia sunnita, per la quale non esiste nessun elemento di
mediazione fra l'uomo e Dio. Oggi le controversie sono tornate ad essere
principalmente politiche. In proposito, l'esame delle vicende del mondo
islamico (e non solo) dimostra il carattere dinamico dell'identità religiosa,
non raramente subordinata a logiche di potere. Cinque secoli fa l'Iran, oggi
saldamente sciita, era a maggioranza sunnita, mentre la Tunisia era sciita come
anche l'Egitto. L'Università di Al Azhar del Cairo, oggi prestigiosa
istituzione sunnita, è stata fondata dagli Sciiti. In altri termini, il fronte
sciita e quello sunnita non sono stati mai statici in relazione a tempi di
consistente durata. Tornando allo Yemen, che rapidamente si avvia verso la
guerra civile, il conflitto ha natura locale, anche se con una forte proiezione
regionale. I ribelli Houthi agiscono autonomamente: non sembrano avere
l'ambizione di impadronirsi del potere, ma reclamano che vengano considerati i
loro interessi nel processo in corso di stesura della nuova Costituzione.
Tuttavia sullo sfondo vi è l'Iran, che
ovviamente solidarizza con gli sciiti Houthi non solo per motivi religiosi, ma
aspirando ad assicurarsi, attraverso lo Yemen, una 'presenza' nell'area del
Golfo ed una 'testa di ponte' verso l'Africa (in questo contesto riveste una
particolare importanza strategica lo stretto di Bab Al Mandeb, che congiunge il Mar Rosso, il Golfo di Aden e
quindi l'Oceano Indiano, e che nel tratto che separa lo Yemen da Gibuti misura
solo 30 km). Dalla parte dei ribelli sono schierate naturalmente le milizie
fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, deposto nel 2012. Contro gli
Houthi e soprattutto contro il 'pericolo' iraniano vi è l'Arabia Saudita e le
monarchie del Golfo. Da questa
situazione di fatto trae vantaggio Al Qaeda nella Penisola araba (AQAP) che
ancor più indisturbata può gestire i propri interessi nelle aree sotto il
proprio controllo. Tuttavia, se il conflitto dovesse montare non può escludersi
un coinvolgimento diretto dell'Iran da una parte, e delle potenze del Golfo
dall'altra, che già lamentano le interferenze e lo sforzo dello stato persiano
di fomentare contrasti religiosi fra gli Stati arabi. Per ora la
contrapposizione regionale è solo potenziale. L'Isis, inviso per motivi diversi
da entrambe le parti, e le sue appendici terroristiche non possono che rimanere
in disparte. Questa è la buona notizia. L'unica.
Roberto Rapaccini
* Gentilmente segnalato da Eraldo Inches.